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Hong Kong. Il corso di patriottismo non sarà più imposto

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Hong Kong. Il corso di patriottismo non sarà più imposto

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Pechino rinuncia a imporre nelle scuole di Hong Kong il corso di patriottismo. Una vittoria del movimento studentesco che ieri ha portato in piazza 100mila persone contrarie al progetto, ma una vittoria parziale, perché il piano non è stato definitivamente abbandonato, come spiega il capo dell’amministrazione locale Leung Chun-Ying:

“Saranno gli istituti scolastici a decidere quando e come introdurre l’educazione morale e nazionale nell’ambito del corso di studi”.

Il governo cinese ha accettato di fare retromarcia anche, forse, per non influenzare negativamente l’importante appuntamento odierno delle elezioni politiche nell’isola semi-autonoma. Ma gli studenti che sono da diversi giorni in sciopero della fame restano mobilitati:

“Le linee guida sono ancora là. I cittadini dovranno monitorare le scuole e l’esecutivo a lungo termine e questo sarà un compito molto noioso e duro. La popolazione di Hong Kong non può spendere ogni minuto della propria vita per difendere i propri figli da un sistema educativo politicamente parziale”.

Nel manuale del corso di patriottismo si parlerebbe fra l’altro della superiorità del regime a partito unico.

Per i cinesi del continente si tratta solo di un metodo per rinforzare la coesione nazionale, visto che sono passati solo 15 anni da quando la Gran Bretagna ha restituito l’ex colonia alla Cina. Gli abitanti di Hong Kong sono invece convinti che l’insegnamento del patriottismo sia il primo passo verso la cancellazione delle specificità e delle libertà concesse all’isola.