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Portogallo: sindacati contro governo "ha dichiarato guerra ai lavoratori"

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Portogallo: sindacati contro governo "ha dichiarato guerra ai lavoratori"

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Aumentano le tasse per i lavoratori, diminuiscono quelle per le imprese. La ricetta portoghese alla crisi non va giù ai sindacati e raccoglie le critiche dell’opinione pubblica. Il governo di Lisbona ha deciso di alzare dall’11 al 18% i contributi previdenziali, dopo che la Corte costituzionale ha bocciato la legge che sopprimeva le tredicesime per il 2013.

“Le nuove misure sono estremamente ingiuste per la classe operaia che non può sfuggire alle tasse – sostiene un’edicolante di Lisbona – Credo che si possano trovare altre soluzioni per batter cassa e dire che questo creerà nuovi posti di lavoro è una bugia”.

“Migliorano i conti pubblici, ma peggiora la vita delle persone – dice un cittadino della capitale – La disoccupazione aumenta e queste misure non creeranno posti di lavoro, ne sono certo”

Il governo di Pedro Passos Coelho ha introdotto sgravi fiscali alle imprese con la speranza di far ripartire l’occupazione. Con il pil in caduta libera, la disoccupazione oltre il 15%, il Portogallo è tenuto anche a rispettare gli impegni sulla riduzione del deficit imposti dalla troika in cambio del prestito da 78 miliardi di euro.

I sindacati replicano: “il governo ha dichiarato guerra ai lavoratori. Riducendo il redditto alle famiglie si provocherà la riduzione dei consumi e il fallimento delle aziende”.