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Mostra di Venezia. A "pietà" di Kim Ki-Duk il Leone d'oro

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Mostra di Venezia. A "pietà" di Kim Ki-Duk il Leone d'oro

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Applausi scroscianti al Lido di Venezia quando il presidente della giuria Michael Mann ha annunciato il Leone d’oro per il regista sud-coreano Kim Ki Duk, per il film “Pietà”.

La 69° Mostra di arte cinematografica ha premiato una pellicola che ha messo d’accordo pubblico e critica e che racconta il tentativo di redenzione di un piccolo delinquente in una società, quella sudcoreana, che sembra essere mossa solo dalla sete di denaro.

Per le Coppe Volpi, quella per l’interpretazione femminile è andata alla giovanissima attrice israeliana Hadas Yaron, per “Fill the void” di Rama Burshtein, un film sull’influenza dell’ebraismo ortodosso nella vita degli israeliani.
Come da previsioni, ex aequo ai due protagonisti di “The Master” è andata la Coppa Volpi per l’interpretazione maschile, ma a ritirare il premio c’era solo Philip Seymour Hoffman e non Joaquim Phoenix. Alla pellicola di Paul Thomas Anderson è andato anche il Leone d’argento e c‘è stata una piccola confusione, perché all’inizio a Seymour Hoffman era stato consegnato il premio della giuria.

Solo premi di consolazione agli italiani in concorso. “È stato il figlio” di Daniele Ciprì ha vinto il premio Osella per la fotografia, mentre Fabrizio Falco ha ottenuto il premio Mastroianni dedicato ai giovani attori per la sua partecipazione in “È stato il figlio” e “La Bella addormentata” di Marco Bellocchio.