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Grecia: nuovi tagli, nuove proteste

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Grecia: nuovi tagli, nuove proteste

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Mentre il governo greco si appresta a varare nuovi tagli per soddisfare le condizioni degli organismi internazionali, i sacrifici imposti creano tensioni sociali sempre maggiori.

Migliaia di pensionati, sostenuti da studenti e lavoratori, hanno manifestato nel centro della capitale contro la riduzione delle pensioni.
Altre proteste sono in programma in varie città.

“Mia moglie, mio figlio ed io – racconta un uomo – spendiamo più di 400 euro al mese in medicine. La mia pensione è di 720 euro, non è abbastanza per curarsi e per mangiare.”

“Ci hanno distrutto – gli fa eco un altro anziano manifestante -. Hanno creato una nuova categoria sociale di schiavi e servi. Ci stanno uccidendo.”

La troika incaricata di verificare che la Grecia rispetti gli impegni prima di autorizzare altri aiuti, è arrivata ad Atene, assieme al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

“Il premier Samaras – ha riferito Van Rompuy – mi ha confermato che il suo governo e la coalizione che lo sostiene sono determinati a portare avanti il consolidamento fiscale e importanti riforme per tener fede alla scelta del popolo greco.”

“Come ho detto al Presidente – replica però Samaras -, la tolleranza della gente ha raggiunto il limite e i sacrifici devono portare frutti. Ciò significa risollevare l’economia il più presto possibile.”

Il responso della troika, che concluderà le sue verifiche entro un mese, è indispensabile per sbloccare la nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro senza la quale la Grecia rischia di rimanere senza liquidità.