ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Forse più di uno i killer in azione nel massacro in Alta Savoia

Lettura in corso:

Forse più di uno i killer in azione nel massacro in Alta Savoia

Dimensioni di testo Aa Aa

Gli inquirenti francesi non sembrano credere alla pista della faida familiare per spiegare la strage di Chevaline, in Alta Savoia. Zaid al-Hilli, il fratello dell’ingegnere di origine irachena Saad al Hilli, massacrato insieme alla moglie e alla suocera, si è presentato spontaneamente alla polizia britannica, negando che ci fosse un dissidio in realzione a un’eredità:

“Si è ripresentato di nuovo oggi perché ci sono queste voci riguardanti un litigio con la vittima – ha detto il procuratore di Annecy Eric Maillaud – ed ha voluto smentire l’esistenza di questo contrasto con suo fratello”.

Sul fronte delle indagini si fa strada l’ipotesi che i killer fossero più di uno, vista la quantità di bossoli, oltre una ventina, ritrovati sul luogo dell’agguato. Gli investigatori vorrebbero interrogare al più presto la figlia maggiore, che è rimasta ferita ed è in coma farmacologico all’ospedale di Grenoble. È lei la testimone chiave:

“Speriamo che possa dire quello che ha visto – ha detto ancora Maillaud – fare delle descrizioni, quante persone c’erano, se erano uomini o donne, il colore della pelle, i vestiti, qualunque cosa che possa aiutarci a identificare il responsabile o i responsabili”.

Quanto alla figlia più piccola, illesa, dovrebbe tornare presto a casa. Saad al-Hilli lavorava per un’azienda che produce piccoli satelliti civili e militari. Ieri un conoscente aveva dichiarato a una radio inglese che l’ingegnere si sentiva minacciato nell’ambito della sua attività. La procura di Annecy ha precisato che il cinquantenne di origine irachena era totalmente sconosciuto all’antiterrorismo sia francese che britannico.