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Dopo la convention, i dati sulla disoccupazione rovinano la festa a Obama

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Dopo la convention, i dati sulla disoccupazione rovinano la festa a Obama

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L’effetto convention c‘è stato, Barack Obama è davanti a Mitt Romney, in termini di consenso, ma i dati sulla disoccupazione hanno rovinato la festa. Per luglio è stato annunciato un tasso dell’8,1%. Un leggero calo, ma gli analisti si aspettavano di più e ricordano che nessun presidente americano è stato rieletto con una disoccupazione superiore all’8%:

Eno centodieci mila nuovi impieghi per stabilizzare il tasso di occupazione.

“Sappiamo che non è abbastanza – ha detto il presidente democratico – Dobbiamo creare più occupazione, più in fretta. Dobbiamo riempire il buco lasciato dalla recessione più velocemente. Dobbiamo uscire dalla crisi più forti di quando ci siamo entrati”.

Sono stati creati 96mila nuovi posti di lavoro, ma visto che molti non si iscrivono neanche più al collocamento, in realtà ce ne vorrebbero almeno 110mila per stabilizzare il tasso di occupazione. Visti i dati, i repubblicani sono andati subito all’attacco. Il candidato Mitt Romney ha promesso la creazione di 12 milioni di posti di lavoro:

“Non c‘è praticamente nulla che il presidente abbia fatto negli ultimi tre anni e mezzo, quattro anni per convincere gli americani che sa quel che fa quando si occupa di lavoro e pensa a come rendere più forte l’economia.

Gli elettori avranno tempo di riflettere almeno fino al prossimo grande appuntamento della campagna elettorale in vista delle presidenziali del 6 novembre, sarà il primo dei tre dibattiti fra i due candidati, il 3 ottobre a Denver, in Colorado.