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Ingroia al Premio Ilaria Alpi: “Dopo la prima udienza sulla trattativa parto per il Guatemala”

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Ingroia al Premio Ilaria Alpi: “Dopo la prima udienza sulla trattativa parto per il Guatemala”

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Partnership: Ilaria Alpi awards

Il clima si surriscalda perché il processo sulla trattativa tra mafia e Stato sta per iniziare. Così il procuratore aggiunto di Palermo spiega la polemica con il Colle e le crescenti tensioni con il mondo politico rilanciate dalla stampa.

Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo: “Siamo ormai a uno snodo cruciale, come è noto le indagini sono state chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio, gli indagati sono diventati imputati e a fine ottobre si svolgerà un’udienza preliminare dove un giudice valuterà la portata e lo spessore delle prove acquisite dalla procura durante queste lunghe indagini”.

Nel luglio scorso è stato chiesto il rinvio a giudizio per dodici imputati coinvolti nella trattativa che sarebbe avvenuta tra il 92 e il 94, per fermare le stragi organizzate da Cosa Nostra. Tra i nodi da sciogliere anche il concorso di settori delle istituzioni nella strage di via d’Amelio. L’inizio del processo segna anche la fine dell’impegno del magistrato simbolo della ricerca della verità in questa vicenda. Ingroia conferma infatti di avere accettato la nuova funzione all’ONU.

Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo: “E’ probabile che la mia assunzione d’incarico avvenga a fine ottobre, probabilmente parteciperò alla prima udienza del processo è poi andrò in Guatemala ad assumere il mio incarico .

euronews: “Da Bruxelles, l’Italia come la vede in prospettiva europea?
Antonio Ingroia: “Prospettiva europea … prospettiva italiana, la corruzione è arrivata ad un livello esponenziale di diffusione ed è responsabilità di questo fenomeno della corruzione così diffusa avere aumentato il solco tra cittadini ed istituzioni soprattutto politiche”.

Ingroia lascia l’Italia e rilancia l’allarme sulla necessità di strumenti utili al contrasto della corruzione. E’ necessario recuperare il ritardo che il Paese sconta nell’adozione delle misure previste dalla convenzione di Strasburgo, ratificata nel giugno scorso dopo dieci anni di attesa.