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Disoccupazione: l'Europa non è un paese per giovani

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Disoccupazione: l'Europa non è un paese per giovani

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Un giovane europeo su cinque è senza lavoro, in tutto cinque milioni, un milione in più rispetto al 2008, e la situazione continuerà ad aggravarsi fino a quando l’Europa non riprenderà a crescere. E’ allarmante il quadro tratteggiato dal rapporto Ocse presentato alla conferenza Jobs 4 Europe, in corso a Bruxelles.

Tra i relatori, il ministro del lavoro italiano, Elsa Fornero: “Diciamo che le difficoltà della situazione economica presente sono proprio date dal fatto che siamo in recessione, dobbiamo continuare sulla strada del risanamento finanziario, e dobbiamo anche fare riforme strutturali che cambino il modo di operare della nostra pubblica amministrazione, ma anche il modo di operare dei nostri mercati e in particolare del mercato del lavoro”.

In aumento anche la disoccupazione giovanile di lungo periodo e la precarietà. Il premio Nobel per l’economia Christopher Pissarides raccomanda di investire in formazione: “Ci sono misure che possono essere prese per migliorare le prospettive dei giovani. Dovremmo incoraggiarli a continuare a studiare perché è un’opportunità di acquisire maggiori competenze, migliorando le chance di trovare una buona occupazione. Ci sono poi forme di apprendistato che possono essere messe a punto dal datore di lavoro”.

La Commissione europea sottolinea che l’austerità non è incompatibile con una politica di stimolo all’occupazione che spetta, in primo luogo, agli stati membri, con il sostegno finanziario e di pianificazione di Bruxelles.