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Siria: sempre più grave l'emergenza umanitaria


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Siria: sempre più grave l'emergenza umanitaria

Autobombe, bombardamenti indiscriminati o esecuzioni sommarie: è questa la situazione che in Siria, soltanto nella giornata di lunedì ha fatto almeno 100 morti. È in questa situazione che sabato è atteso a Damasco l’inviato dell’Onu Lakhdar Brahimi. Per cercare di portare aiuto alla popolazione il presidente della croce rossa, lo svizzero Peter Maurer, ha invece incontrato il presidente Assad, per negoziare il passaggio di aiuti, ma il muro contro muro fra governo e ribelli non spinge certo ad essere ottimisti. La guerra in Siria diventa sempre più sporca come spiega un cittadino di Bab al Salameh, cittadina quasi al confine con la Turchia: “Stavamo partecipando al funerale di mio fratello quando un caccia ha iniziato a bombardare e due razzi sono caduti proprio dietro casa mia”.
Il regime cerca di contenere le notizie delle violenze, ma il numero di rifugiati che sciamano nei campi profughi in Turchia, Libano, Jordania e Iraq la dice lunga su come la situazione non faccia che peggiorare.

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