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Alla vigilia della convention democratica che incoronerà Barack Obama come candidato alla successione di sè stesso, a Charlotte, in North Carolina, l’ondata di anti-politica sembra destinata ad offuscare il momento di gloria del Presidente.
 
Elain Bower, membro dell’associazione ‘World Can’t Wait’ e il cui figlio è stato in servizio in Afghanistan e Irak: “Almeno i repubblicani lo ammettono” dice. “All’epoca, Bush dal suo pulpito diceva ammezzerò della gente. Obama invece sta lì e dice vi amo tutti. Ma intanto le bombe cadono sul Medio Oriente in nome suo”.
 
“La gente è davvero frustrata“ afferma un altro partecipante alla manifestazione “è stufa di un sistema politico nel quale esponenti di ambo le parti non fanno nulla per rappresentare gli interessi degli elettori e in fin dei conti stanno lì soltanto a fare l’interesse delle stesse banche e delle stesse corporazioni. Anche qui a Charlotte”.
 
Sul meeting democratico si sono abbattuti i danni indiretti del ciclone Isaac: molte di queste manifestazioni erano già programmate per la convention repubblicana di Tampa. Ma il passaggio dell’uragano ha scaricato sui democratici le protese. Sorvegliate da un imponente dispositivo di sicurezza.

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