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Siria: l’inferno si sposta al nord

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Almeno 21 morti, perlopiù civili. Sarebbe questo il bilancio di un’operazione delle forze lealiste siriane contro un villaggio nella provincia di Hama. I corpi sono stati allineati nella moschea di al-Fan, la località bombardata con artiglieria pesante. Hama è uno dei territori in gran parte in mano ai ribelli e per questo colpito con maggiore violenza dai governativi che hanno bombardato anche Azaz, nel nord. Almeno 107, domenica, i morti nei vari attacchi nel paese.

Secondo quest’uomo fra le vittime non solo ribelli armati: “questa era una cameretta di bambini. Quali terroristi? Erano bambini”. Gli scontri più violenti sono soprattutto al nord per conquistare i territori frontalieri con la Turchia da cui passano gli approvvigionamenti. E mentre il nuovo inviato Onu, Lakdar Brahimi, ammette l’impotenza della diplomazia internazionale, la virulenza degli attacchi governativi di queste ore sembra quasi una vendetta dopo l’attentato, domenica, contro alcuni edifici della polizia nel cuore della Damasco bene.

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