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Siria: Brahimi "missione quasi impossibile"

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Siria: Brahimi "missione quasi impossibile"

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“Missione quasi impossibile”. Nel giorno in cui l’inviato di Onu e Lega araba in siria Lakdar Brahimi ammette che la sua strada è in salita, i ribelli siriani portano la guerra civile nel cuore del potere di Bashar al Assad.

Un’autobomba è esplosa nel quartiere sud-orientale di Jaramana, a Damasco, abitato in prevalenza da sostenitori del regime. Almeno cinque le vittime. È il quarto attentato avvenuto in questa zona nell’ultima settimana.

L’esercito lealista risponde con azioni di rappresaglia, almeno 135 i morti nelle ultime 24 ore. L’opposizione denuncia un massacro nel sobborgo di Hazza che segue quello di Kefr Batna.

La repressione del regime non si arresta ad Aleppo. L’ennesimo raid aereo ha fatto circa venti morti, in prevalenza donne e bambini. Gli insorti rispondono con artiglieria leggera e non riescono a rovesciare i rapporti di forza, affidando al Consiglio nazionale siriano l’ennesimo appello alla comunità internazionale perché vengano fornite al più presto armi.

Nell’ultimo mese si contano oltre 5mila vittime nel Paese e stando ai dati dell’osservatorio siriano per i diritti umani sono 26mila i morti dall’inizio della rivolta.