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Diritti umani, il rappresentante speciale Ue inizia senza un budget

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Diritti umani, il rappresentante speciale Ue inizia senza un budget

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I ventisette stati membri dell’Unione europea devono parlare con una voce sola e dotarsi di obiettivi ambiziosi in tema di difesa dei diritti umani. E’ l’auspicio di Stavros Lambrinidis, nuovo rappresentante speciale dell’Unione per i diritti umani, alla sua prima audizione di fronte al parlamento europeo a Bruxelles.

“Mi occuperò delle aree di crisi, questo va da sé, – ha affermato Lambrinidis – ma voglio sforzarmi anche di rendere gli strumenti a nostra disposizione più efficaci nel prevenire le violazioni dei diritti umani, prima che si raggiunga lo stato di crisi”.

L’emergenza in Siria sarà uno dei primi banchi di prova per il rappresentante speciale dell’Unione. Secondo Human Rights Watch, Lambrinidis dovrebbe tentare di convincere gli stati membri a sostenere il deferimento di fronte alla Corte penale internazionale dei crimini commessi in Siria.

Lotte Leicht, Human Rights Watch Bruxelles: “Cina e Russia cambieranno posizione al Consiglio di sicurezza soltanto quando ci sarà una coalizione globale. La mia raccomandazione è la seguente: quando i Ventisette stati dell’Unione si saranno messi d’accordo, il rappresentante speciale dovrebbe convincere altri stati che riconoscono la Corte penale internazionale: gli stati dell’Africa meridionale, quelli dell’America Latina, e alcuni in Medio oriente”.

La nostra inviata, Isabel Marques da Silva, precisa però che “il nuovo rappresentante ha iniziato il suo mandato biennale senza un budget preciso su cui poter contare e con una squadra composta da due collaboratori soltanto”.