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Usa: i democratici scaldano i muscoli, ora tocca a loro

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Usa: i democratici scaldano i muscoli, ora tocca a loro

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Gioia, speranza, grandi discorsi, buoni sentimenti, ma anche attacchi in piena regola. Così vanno le convention negli Stati Uniti. Così è finita giovedì quella dei repubblicani. 
 
L’ultimo giorno Mitt Romney ha lanciato l’affondo finale contro Obama:
“E’ il momento di buttarci alle spalle le delusioni degli ultimi quattro anni. C‘è qualcosa che non va nel suo lavoro di presidente, se il giorno che avete creduto di più in lui è stato quando lo avete votato” ha detto il candidato repubblicano.
 
I delegati sono entusiasti. Tra i 4000 presenti, le parole d’ordine sono solo due: liberarsi di Obama e vincere a novembre. 
 
“Sono felicissima. Ci riprenderemo il nostro paese, stiamo cacciando Obama” dice una donna.
 
“Andiamo avanti. Faremo in modo che succeda.” commenta uno dei presenti.
 
“Questa è la proprio la ciliegina sulla torta. A novembre vinceremo. Ora niente può fermarci!” afferma un’altra sostenitrice.
 
Tra pochi giorni, toccherà ai democratici riunirsi per il loro grande show
 
Michelle Obama, molto impegnata nella campagna, é andata in tv da David Letterman, che le ha chiesto: “Guarda la convention repubblicana?”
 
“Beh, a dire il vero no. Come moglie del loro avversario, preferisco non farlo. Penso però che sia importante per tutti guardare queste convention” ha risposto la first lady.
 
Per il momento, i sondaggi sono a favore di Obama Il presidente non sembra preoccupato degli attacchi di Romney. E’ convinto che non debbano essere presi sul serio.
 
“Il motivo principale, secondo lui, per cui gli elettori dovrebbero votarlo, è che con Obama è finito il benessere e che con Romney tornerà. Il problema è che tutti i dati ufficiali dimostrano che, a questo proposito, si inventa le cose” commenta Obama.
 
Il presidente uscente affila le armi prima del grande appuntamento di Charlotte, in Carolina del Nord. Uno show che dovrebbe essere molto diverso da quello repubblicano. 
 
Della convention democratica, euronews ha parlato con Cokie Roberts, giornalista e commentatrice politica americana.
 
Adrian Lancashire, euronews:
“Cokie Roberts, felice di ritrovarla”.
 
Cokie Roberts:
“Salve Adrian, lieta di essere con voi”.
 
euronews:
“Adesso tocca ai democratici confermare il candidato alla presidenza. La posta in gioco è alta per l’intero paese, che cerca il modo di andare avanti.
Come promuoveranno i democratici gli sforzi di Obama per l’economia, rivolti in maggior parte all’occupazione? Tra i principali oratori, c‘è anche un ex repubblicano, Charlie Crist”.
 
Cokie Roberts:
“I democratici hanno il grande vantaggio di fare la seconda convention. Quindi avranno già sentito tutto quello che i repubblicani hanno detto e saranno in grado di rispondere. Terranno testa con forza e grande entusiasmo ai discorsi fatti a Tampa, può starne certo. E’ vero, tra loro c‘è anche  un ex repubblicano, Charlie Crist. L’ultima volta che ha corso era un indipendente. Ma è successa la stessa cosa anche durante la campagna dei repubblicani con l’ex democratico Artur Davis. Questa è sempre una buona occasione. Una persona può infatti spiegare perché il partito avversario, di cui prima era un membro, ha ora torto”.
 
euronews:
“Uno degli aspetti più importanti per gli elettori sono le tasse. Esiste un modo per i democratici per mettere in buona luce questo punto?”
 
Cokie Roberts:
“I democratici pensano di avere un argomento vincente a questo proposito e i sondaggi gli danno ragione. La maggior parte degli americani pensa che sia una buona idea tassare chi guadagna 250.000 dollari l’anno e di sicuro pensano che sia giusto fare lo stesso con chi ne guadagna più di un milione. I democratici dicono che è uno dei loro obiettivi: far pagare ai ricchi la loro parte. Affermano che i repubblicani stanno solo facendo “regali” ai milionari, specialmente a quelli come Mitt Romney. Su questo terreno i democratici si sentono molto sicuri”.
 
euronews:
“I successi in politica estera sono un tema importante. Il senatore John Kerry parlerà positivamente dei risultati di Obama in materia di sicurezza nazionale. La politica estera non riscuote sempre grande attenzione nelle campagne elettorali, quindi perché parlarne adesso?”
 
Cokie Roberts:
“Beh, di solito è così, a meno che non ci sia una guerra che preoccupa gli americani, come è successo con quella in Iraq durante le elezioni del 2006 o con quella del Vietnam negli anni ’70. Il presidente Obama sa che questo è uno dei suoi maggiori successi. Tutti i nostri sondaggi dicono che in politica estera sta andando molto bene. 
Mitt Romney, invece, è considerato inesperto. Naturalmente uno dei successi più grandi di Obama, che credo verrà presentato con grande orgoglio dal senatore Kerry, è l’uccisione di Osama bin Laden. Ogni volta che qualcuno afferma che Obama in politica estera non ha fatto granché, lui risponde: “Ditelo a Osama Bin Laden”. Penso che di questo sentiremo parlare abbastanza alla convention democratica”.