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Lavoro e famiglia, così Mitt Romney sfida Obama

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Lavoro e famiglia, così Mitt Romney sfida Obama

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Nell’ultimo giorno della convention repubblicana in Florida, Mitt Romney accetta “con umiltà e commozione” la candidatura per la corsa alla Casa Bianca.

E invita a riprendersi la promessa America, quella promessa tradita da Barack Obama che lui sfiderà alle presidenziali del 6 novembre prossimo: “È giunto il momento di voltare pagina. È giunto il momento per noi di girare le spalle alle delusioni degli ultimi quattro anni, di mettere da parte le divisioni e le recriminazioni, di dimenticare quello che poteva essere e di guardare a quello che può essere”.

Obama voleva salvare il pianeta, ha detto Romney il mormone, lui invece le famiglie e la speranza: “L’economia di Obama ha schiacciato la classe media. Il reddito familiare è diminuito di 4 mila dollari. Ma i costi della sanità, del cibo, delle bollette e della benzina sono più alti, sono raddoppiati. Oggi ci sono più americani poveri rispetto al passato: quasi uno su sei vive in condizioni di povertà. Guardatevi intorno, non sono estranei: sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri colleghi americani. Le sue politiche non hanno creato posti di lavoro, al contrario”.

L’ex governatore del Massachusetts promette lavoro e uguaglianza, smussando i toni troppo estremi per conquistare più voti possibile.

“Per molti repubblicani qui a Tampa, Mitt Romney è la Grande Speranza”, commenta da Tampa Stefan Grobe di euronews, “Ma questo non basta: i sondaggi indicano che raccoglie il sostegno di meno di un terzo degli ispanici e praticamente di nessun afro-americano. Minoranze che ora Romney dovrà conquistare sul serio. Una battaglia tutta in salita”.