ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La crisi umanitaria siriana continua a dividere l'Onu

Lettura in corso:

La crisi umanitaria siriana continua a dividere l'Onu

Dimensioni di testo Aa Aa

L’Onu rilancia l’allarme profughi siriani: quasi 230 mila le persone accolte dai paesi confinanti, Turchia e Giordania in primis.

Per proteggere i civili, sarebbe necessaria la creazione di “zone cuscinetto”, che sono però di difficile realizzazione.

Francia e Gran Bretagna non escludono interventi militari di supporto.

“Noi condanniamo le notizie inquietanti secondo le quali le scorte di medicinali, il personale umanitario e i centri di assistenza in Siria sono deliberatamente attaccati”, ha dichiarato il ministro degli esteri britannico, Willliam Hague, “Ci auguriamo che il governo siriano ascolti il chiaro messaggio del Consiglio di Sicurezza e onori i suoi obblighi umanitari”.

La questione dell’intervento esterno paralizza le Nazioni Unite, con il no di Russia e Cina, assenti a questo meeting come del resto molti altri paesi membri.

“Per quanto tempo”, ha detto il ministro degli esteri turco Ahmed Davutoglu, “abbiamo intenzione di stare seduti a guardare mentre un’intera generazione viene spazzata via dai bombardamenti di massa come a Azaz o Aleppo?”.

Gli attivisti intanto parlano di feroci combattimenti ancora in corso ad Aleppo e di scontri ovunque nel paese, con nuovi morti che vanno da aggiungersi alle 20 mila vittime dall’inizio della rivolta, un anno e mezzo fa.