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Una tecnologia "fredda" per produrre pane risparmiando energia

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Una tecnologia "fredda" per produrre pane risparmiando energia

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C‘è un nuovo ingrediente nell’antica ricetta per preparare il pane a Emden, in Germania. Il sistema NanoBak permette alla famiglia Sikken di ridurre i costi legati all’energia durante la produzione, cambiando il modo in cui viene fatto lievitare l’impasto.

“La tecnologia NanoBak è un nuovo sistema di umidificazione in cui attraverso gli ultrasuoni vengono create piccole gocce”, afferma il manager Jorg Schulz. “Queste poi trasmettono umidità nelle celle di lievitazione dei panifici”.

“L’umidificazione NanoBak significa che l’acqua viene fatta oscillare attraverso piezo elementi che sono attivati da impulsi elettrici”, continua Schulz. “L’acqua oscilla e piccole gocce si dissolvono in superficie. Sono così leggere che restano in sospensione e vengono portate da una corrente d’aria nella cella di lievitazione”.

NanoBak crea una leggera nuvola di umidità attorno alla cella di lievitazione del pane e questo presenta vantaggi rispetto agli umidificatori tradizionali, un risparmio energetico di quasi il 50 per cento.

“Abbiamo deciso di utilizzare questo nuovo sistema quando abbiamo capito che prima la nostra produzione era basata su coincidenze”, spiega il consulente Dirk Sikken. “Funzionava ma il processo non era stabile, a causa delle diverse condizioni meteorologiche. La qualità non era sempre la stessa, per cui ci è sembrata chiara la scelta d’investire in una tecnologia fredda”.

“Di solito non è così difficile integrare una tecnologia nel processo di panificazione”, dice Sikken, “ma è più difficile dire al panettiere che per anni ha fatto lo stesso lavoro, di usare una nuova tecnologia e fare del suo meglio”.

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