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Mentre la diplomazia a Teheran sembra impotente a fermare la guerra, in Siria la violenza continua. Un aereo sarebbe stato abbattuto dai ribelli, forse nella provincia di Idlib. Il pilota si sarebbe lanciato con il paracadute. Ma nemmeno i governativi stanno a guardare. L’artiglieria lealista sta bombardando l’aeroporto militare di Dhuhur, a sud di Aleppo, da qualche ora controllato in parte dai ribelli. Le operazioni si susseguono dappertutto: Homs, Daraa, Damasco, Idlib ed Hama. Da Aleppo, città bombardata anche oggi dall’aviazione governativa, giungono notizie di morti e feriti ma è impossibile fornire cifre, anche solo approssimative.

Anche la situazione umanitaria è drammatica e i campi profughi creati nei paesi confinanti sono al collasso. Nell’ultima settimana almeno 30.000 persone hanno abbandonato la Siria fuggendo attraverso il confine verso il Libano, la Giordania, la Turchia e l’Iraq. Ampiamente superate le previsioni di tutte le organizzzazioni umanitarie.

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