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Ann Romney: prove generali da first lady

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Ann Romney: prove generali da first lady

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Di rosso vestita, chioma impeccabile, Ann Romney fa il suo ingresso sul palco della campagna repubblicana, di fronte a migliaia di supporter e commentatori. Missione compiuta. Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna. La moglie di Mitt Romney ne è un esempio lampante.

“Oggi voglio parlarvi d’amore” ha dichiarato al pubblico presente alla convention.

Prima sfida: conquistare l’elettorato femminile, in maggioranza fedele a Obama e con cui il candidato repubblicano sembra avere qualche problema.

“Siete la parte migliore dell’America. Siete la speranza dell’America, l’America non esisterebbe senza di voi. Donne, vi voglio bene!” ha continuato Ann Romney.

Secondo obiettivo: toccare le corde sensibili, far conoscere la parte meno dura del marito e dimostrare che anche loro, come tutte le coppie, nonostante siano ricchi, si sono trovati di fronte ad alcune prove.

“Nelle favole che ho letto” – spiega – “non si parlava mai di interminabili inverni piovosi, di una casa con cinque ragazzi urlanti contemporaneamente e non c’erano capitoli intitolati “Sclerosi multipla” o “Cancro al seno”.

Sono proprio queste ultime due le prove di cui parla Ann; due ostacoli che lei stessa ha dovuto affrontare e che la rendono intoccabile. Una guerra che intende mostrare come esempio e che ha condotto insieme al marito.

“Hanno reso il nostro legame ancora più forte e profondo è la mia fiducia in lui è aumentata” dice ancora la moglie del candidato.

Madre di cinque figli, nonna di diciotto nipoti, Ann Romney non ha mai lavorato, ha sempre vissuto all’ombra del marito.

Non ama particolarmente la politica, ma ha sempre sostenuto, incoraggiato e vantato i meriti di Mitt Romney. Attaccata dalle femministe, sa però come rispondere alle critiche e difende anima e corpo il suo ruolo di madre.

Il suo discorso, preparato meticolosamente in occasione della convention, sembra averle fatto conquistare punti. Alcuni analisti si domandano persino se, uscendo dall’ombra, non rischi di rubare la scena al candidato.