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Sempre più spagnoli in difficoltà per la crisi

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Sempre più spagnoli in difficoltà per la crisi

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La seconda recessione in tre anni e un tasso di disoccupazione da record danno filo da torcere a tanti spagnoli. Sempre più difficile pagare bollette e mutui. Purificacion e Cesar Aguado ne hanno uno di 20 anni. Abitano vicino a Toledo e hanno due bambini da mantenere e la vita è tutt’altro che facile: “Le mie prospettive sono davvero pessime – dice Cesar perché al momento sto solo facendo sostituzioni di colleghi in vacanza. Secondo i miei calcoli, finirò in strada il 15 settembre”.

Cesar ha 40 anni ed è elettricista. Da inizio mese è senza lavoro. La moglie Purificacion ne ha 39 ed è senza lavoro da due anni. “Non chiedo aiuti economici – dice Purificacion -, chiedo solo la possibilità di trovare un lavoro, di tenere la mia casa. Non ho bisogno di nulla di costoso, ma solo della mia casa, con uno stile di vita nella norma”.

La crisi dell’economia ha portato il governo spagnolo a rivedere la politica dei sussidi di disoccupazione, parte di uno stato sociale che alcuni analisti ritengono troppo oneroso per le casse pubbliche. “Il governo dovrebbe cercare di prendere provvedimenti per incentivare l’impiego – dice l’analista Ignacio Cantos -, invece di offrire sussidi a quanti non hanno un lavoro, perché questo ritarda la ricerca di un lavoro”.

Per iniziare, il governo ha deciso di togliere i sussidi ai giovani ancora in casa di genitori che guadagnano abbastanza. Intanto le code ai centri per l’impiego si allungano e il tasso di disoccupazione lievita. Ora sfiora il 25 percento, ma, secondo alcune stime, potrebbe arrivare anche al 30 percento entro fine anno.