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L'ex moglie di Dutroux ottiene libertà condizionata

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L'ex moglie di Dutroux ottiene libertà condizionata

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La corte di Cassazione belga ha abbattuto gli ultimi ostacoli alla scarcerazione di Michelle Martin. L’ex moglie e complice del “mostro di Marcinelle”, Marc Dutroux, ottiene la libertà condizionata, dopo aver scontato sedici anni su una condanna a trenta. La corte ha ritenuto infondati i ricorsi di parte civile, confermando la decisione del Tribunale per l’applicazione delle pene di Mons. Secondo il padre di una delle vittime di Dutroux, e il suo avvocato, una scelta incomprensibile.

Georges-Henri Beauthier: “Da sedici anni, le vittime ignorano quale sia stato il suo ruolo in questa terribile vicenda. Ha mentito diverse volte, a tutt’oggi non ci ha ancora fornito la chiave di lettura per capire che parte abbia giocato”.

Jean-Denis Lejeune: “Questa donna è un pericolo per la società. Con il suo passato, si è infilata tra le maglie del sistema, senza fare altro che avvalersi del diritto belga. Attualmente, le leggi in Belgio le hanno permesso di chiedere la libertà condizionata”.

Michelle Martin sarà accolta in un convento di suore Clarisse a Malonne, sessanta chilometri a sud di Bruxelles, dove lavorerà quattro ore al giorno, in cambio di vitto e alloggio. Il suo legale, Thierry Moreau: “Ci sono diverse persone che hanno avuto modo di incontrare la signora Martin durante la sua detenzione. E queste persone hanno detto che, in caso di un suo reinserimento, sarebbero state pronte a sostenere il progetto perché siamo di fronte a una donna che vuole fare il massimo per riscattarsi”.

In Belgio, i famigliari delle vittime non hanno voce in capitolo nelle decisioni del Tribunale per l’applicazione delle pene. Una lacuna che ha scatenato proteste e che potrebbe portare l’avvocato di Jean-Denis Lejeune a rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Audrey Tilve, euronews: “Per le famiglie e per le ragazze sopravvissute, questa libertà condizionale è ancora una volta la prova dei punti deboli della giustizia belga. Messo alle strette, il ministro della Giustizia ha proposto che ai condannati non sia più consentito di lasciare il carcere senza aver scontato almeno due terzi della pena”.