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Tripoli: richiesta della popolazione per la stabilità dopo gli scontri mortali nella città libanese tra alawiti e sunniti

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Tripoli: richiesta della popolazione per la stabilità dopo gli scontri mortali nella città libanese tra alawiti e sunniti

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In questi ultimi giorni a varcare la frontiera tra Siria e Libano non sono solo i profughi spossati dal conflitto, ma anche la violenza.

Appena ieri due uomini sono rimasti uccisi a Tripoli negli scontri tra Musulmani sunniti e Alawiti e in totale le vittime di questa tensione che ricalca le fazioni del conflitto siriano sono quasi 20 e oltre 100 i feriti.

Una vera e propria polveriera soprattutto considerando anche la forte presenza in libano del gruppo Hezbollah sostenitore del regime siriano, una polveriera che spaventa la gente comune che oggi si è riunita a tripoli per protestare in modo pacifico contro questa situazione.

“I poster nelle nostre mani esprimono il nostro desiderio di una Tripoli stabile e sicura” spiega questo poliziotto fuori servizio “ vivendo nella stessa città noi dobbiamo lavorare insieme e non uno contro l’altro. “qui le tensioni sono continue” dice il sindaco di Tripoli “Speriamo che questa manifestazione serva a far capire a chi governa che noi ci aspettiamo stabilita”.

Secondo i manifestanti, Finora il governo libanese è sembrato incapace di gestire la situazione tanto che giovedì scorso ha dovuto adirittura inviare l’eservito per le strade della città per sedare gli scontri, scontri che ricalcano quanto sta accadendo in siria dove da oltre 17 mesi assistiamo alla battaglia tra i ribelli sunniti e le forze del presidente Bashar Al Assad la cui minoranza alawita governa il paese da oltre 40 anni.