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Myanmar, censura sui graffiti

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Myanmar, censura sui graffiti

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La censura sui media a Myanmar è stata revocata il 20 agosto, ma la libertà di espressione non è ancora garantita a tutti. Gli autori di graffiti, ad esempio, lamentano di essere mal tollerati, anche se il loro numero sta aumentando, in sintonia con la nascente scena hip-hop di Yangon.

Le loro opere vengono cancellate e i responsabili preferiscono rimanere anonimi.
“Non ci sono state punizioni severe o arresti – spiega uno di loro -. Ma qualche artista è stato obbligato ad assicurare per iscritto che non lo rifarà più.”

“Può darsi che ci considerino vandali – afferma un altro artista -, ma noi non creiamo le nostre opere sulle scuole, le chiese, gli edifici religiosi. Non danneggiamo questi posti, ma solo quelli che non ci piacciono.”

I graffitari affermano che la censura nei loro confronti è politica, perché i temi delle loro opere mettono in luce proprio la mancanza di libertà e i disservizi dello Stato.