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Germania, vent'anni fa la vergogna di Lichtenhagen

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Germania, vent'anni fa la vergogna di Lichtenhagen

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Una vergogna che non si cancella in vent’anni: un pogrom che nessuno vuole che si ripeta, e per questo un migliaio di persone si sono date appuntamento a Lichtenhagen, a mezz’ora d’auto da Rostok, nell’ex Germania est. Vent’anni fa, il muro di Berlino era caduto da poco, quando trovò improvvisamente sfogo la follia neonazista contro gli immigrati:

“C‘è chi dice che quello che è accaduto non si dovrà ripetere mai. Ma la gente è cambiata, solo un terzo degli abitanti di Lichtenhagen c’era vent’anni fa e si ricorda, mentre altri sono infastiditi dalle continue commemorazioni, o sdrammatizzano o pensano che gli autori di quegli atti siano venuti da fuori, ma non è vero”.

Si chiamava “casa dei girasoli” l’edificio di undici piani che ospitava i rifugiati. Circa centocinquanta, in gran parte vietnamiti, rimasero intrappolati all’interno, mentre l’edificio bruciava e veniva ancora bersagliato dalle molotov dei neonazisti. Scamparono alla morte forzando una porta che dava sul tetto.