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Francia: le associazioni umanitarie criticano la politica del governo sulle comunità Rom

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Francia: le associazioni umanitarie criticano la politica del governo sulle comunità Rom

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Nel campo nomadi di Saint Priest di Lione vivono circa 180 persone.

Per tutti loro la giornata di oggi è iniziata nella paura. Il timore di essere espulsi è diventata una realtà che concretizzarsi in qualsiasi momento.

Il governo nella riunione interministeriale di mercoledí ha previsto di ampliare le possibilità lavorative per i Rom presenti in Francia. Un passo modesto per delle realtà che vivono nell’estrema precarietà.

L’angoscia quotidiana delle comunità Rom è essere sgomberati dalla polizia.

“Il governo interviene sull’accesso al lavoro, un punto non importante – dice Jean-Philippe, attivista per i diritti umani – Sui voli charter con cui si fanno le espulsioni e gli sgomberi non risponde. Quindi i voli continueranno”.

“Perchè ci cacci da qui? – dice un bambino – Siete voi e la polizia a mandarci via”.

“Non avevamo lavoro in Romania – racconta un ragazzo – E nemmeno da mangiare. Era molto difficile. É meglio qui in Francia”.

In un parco alla periferia di Lione una cinquantina di Rom hanno piantato le proprie tende, dopo essere stati sgomberati all’inizio di agosto senza possibilità di essere rialoggiati.

“Stanno facendo tutto al contrario – dice Marie Higelin, dell’associazione Secours Populaire – Si parla di dare posti di lavoro mentre si svuotano i campi illegali.
Sia che si trovino in una strada o in un’altra sistemazione precaria a questa gente gli si dice solo: dovete andare a lavorare!”

“Facilitare l’accesso al lavoro ai Rom è una misura giudicata positiva dall’Unione Europea – Farouk Atig, Euronews – Molte associazioni la considerano invece una misura ad effetto, perché il problema è piú complesso come quello delle espulsioni. Spesso sono intere famiglie a vagare in zone ai bordi delle città, come qui alla periferia di Lione”.