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Appello all'unità in Turchia dopo l'attentato vicino al confine con la Siria

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Appello all'unità in Turchia dopo l'attentato vicino al confine con la Siria

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I funerali delle nove vittime di un’autobomba diventano occasione per fare appello all’unità in Turchia, dove si rafforza il timore di ripercussioni del conflitto in Siria. Il presidente Abdullah Gül e il premier Recep Tayyip Erdogan si sono uniti ai vertici dello Stato e a circa quindicimila persone per partecipare alla cerimonia a Gaziantep, teatro di un attentato per il quale le autorità puntano il dito contro il PKK.

Euronews ha chiesto il parere dell’intellettuale curdo Umit Firat: “Il tempismo è stato assolutamente giusto – ha detto -. In Siria c‘è il caos, il mondo è convinto che la Siria non sarà più la stessa, e mentre la Turchia persegue la sua agenda politica la Siria avrà pensato di potere riuscire ad avere un ruolo in Turchia. Così ha trovato nel Pkk un attore locale per questo scopo”.

Lunedì nove persone sono morte – tra cui diversi bambini – e più di sessanta sono rimaste ferite nell’attentato di Gaziantep, Turchia meridionale, vicino al confine con la Siria. Ieri quattro soldati sono rimasti uccisi e altri due feriti in un’imboscata avvenuta ad Hakkari, nel sud est del Paese.

Le autorità puntano il dito contro gli autonomisti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan – considerato organizzazione terroristica da Stati Unti e Unione Europea – da quasi 30 anni protagonisti di un conflitto che ha ucciso oltre quarantamila persone. L’aumento vertiginoso della violenza in questo mese ha accresciuto la convinzione delle autorità turche che il regime siriano stia sostenendo il Pkk per destabilizzare la Turchia, un tempo alleata.