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Hollande alla prova dei fatti: Balkacem a euronews "creeremo 150mila posti di lavoro"

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Hollande alla prova dei fatti: Balkacem a euronews "creeremo 150mila posti di lavoro"

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Vacanze finite per il presidente francese François Hollande e la sua squadra di ministri. Torna a Parigi, dove lo attende un fine settimana intenso. Deve difendersi dalle critiche dell’opposizione e dell’estrema sinistra e fare i conti con i sondaggi che fanno emergere i primi dubbi dei francesi sulle sua gestione.

Primo punto in agenda la politica estera, in particolare il dossier Siria. L’opposizione lo accusa di immobilismo nell’ambito del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Lunedì ha incontrato il nuovo mediatore internazionale per la Siria e le principali forze d’opposizione siriane. Un vertice simbolico, ma nessun progresso reale. Hollande cerca una soluzione politica che passi per le dimissioni di Assad.

Altra questione prioritaria è la crisi dell’euro che lo porterà questo giovedì a Berlino. Con Angela Merkel faranno il punto della situazione, ma soprattutto affronteranno il nodo Grecia. In seguito Hollande incontrerà il primo ministro di Atene e proverà a convincere il Cancelliere tedesco a non abbandonare la Grecia.

Ma i cittadini francesi attendono le sue mosse soprattutto sulle questioni interne. Qualche promessa elettorale è stata mantenuta, sono state riviste alcune norme adottate dai precedenti governi. Resta aperta la difficile questione della chiusura del bilancio 2013.

La disoccupazione è in aumento e la crescita è pari a zero. Hollande deve trovare 33 miliardi di euro per ridurre il deficit al 3% – oggi al 4.5% – come promesso.

“Non avevamo mai conosciuto una situazione così difficile – spiega l’economista francese Elie Cohen -bisognerà aumentare le tasse in un periodo in cui il potere d’acquisto dei francesi è già ridotto e molte famiglie vivono una situazione di difficoltà economica”.

Situazione notoriamente difficile sul fronte carburanti. Il costo della benzina verde viaggia verso i 2 euro al litro e una delle promesse del candidato Hollande era il blocco dei prezzi. Il governo ha optato per un modesto e temporaneo calo delle tasse.

Interventi timidi anche sul livret A, il metodo di risparmio più comune tra francesi. Il candidato Hollande aveva promesso di raddoppiare il massimale da 15.300 a 30.600 € per finanziare gli alloggi sociali. Per ora, l’aumento si è fermato al 25%, ma ne seguirà un altro in futuro.

Bisognerà rivedere qualcosa anche sul tema della sicurezza, dopo i disordini di Amiens e la controversa politica di evacuazione delle comunità Rom, che ricorda il metodo Sarkozy. Sulla questione oggi si tiene un vertice per cercare di migliorare l’immagine del governo e pianificare una politica d’integrazione per i Rom in Francia.

Su questi temi, il corrispondente di euronews a Parigi, Giovanni Magi, ha intervistato Najat Vallaud-Belkacem, ministro per i Diritti delle donne e portavoce del governo.

Giovanni Magi, euronews: Negli ultimi tempi, le critiche sui primi cento giorni del governo si sono moltiplicate. Non solo da parte dell’opposizione e di alcuni opinionisti, ma anche dai partiti alla sinistra della maggioranza di governo. Come giudica i primi mesi di attività?

Najat Vallaud Belkacem: Non ci siamo mai fermati. A colpi di decreti, abbiamo risposto alle urgenze sul potere d’acquisto dei francesi. Abbiamo rivisto al rialzo il salario minimo, abbiamo aumentato l’indennità per la scuola, abbiamo mantenuto l’impegno di offrire la possibilità di andare in pensione a chi lavora da molti anni. Grazie alla nostra azione stiamo dimostrando che si può governare diversamente, questo è molto importante. È estremamente importante dare un’impronta, una direzione.

euronews: La ripresa si annuncia calda, con diverse questioni difficili. Quali sono le priorità del governo?

NVB: Vengo da un Consiglio dei ministri durante il quale abbiamo passato in rassegna tutte le norme che adotteremo. Queste riforme sono di fondamentale importanza. Si partirà con una seduta straordinaria del Parlamento nella seconda metà del mese di settembre che sarà dedicata a due temi che rappresentano le preoccupazioni principali dei francesi, l’occupazione e gli alloggi. Creeremo 150.000 posti di lavoro rivolti ai giovani. Per quanto riguarda la casa, dal momento che molti francesi vivono in alloggi precari o non hanno affatto una sistemazione, costruiremo 150.000 unità immobiliari all’anno. Quindi, subito dopo questi due provvedimenti, procederemo a regolare i prezzi dell’energia, perché è chiaro che sulle tasche dei francesi pesano i costi di gas ed elettricità. Inoltre, prima della fine del 2012, il prossimo autunno, attueremo la riforma della scuola. Una vera riforma strutturale di cui il Paese ha bisogno.

euronews: Con la legge finanziaria 2013, i francesi devono aspettarsi delle misure di austerità paragonabili a quelle dell’Italia o della Spagna?

NVB: Non vogliamo l’austerità, non è solo una questione di parole, si tratta di un problema politico. Riteniamo che se si vuole indirizzare il paese sulla strada della crescita, in primo luogo abbiamo bisogno di sostenere il potere d’acquisto dei francesi e non di pregiudicarlo. È assolutamente necessario offrire delle prospettive e per offrire delle prospettive ad esempio sull’occupazione, lo Stato deve sostenere gli investimenti in quei settori che possono creare posti di lavoro. L’austerità va contro questa logica, l’austerità vuole a dire: “dobbiamo smettere di respirare, si deve soffiare, soffiare, soffiare”. Quando si taglia non succede niente, non c‘è alcuna possibilità di ripresa dopo l’austerità, si muore lasciando le finanze in buona salute, ma si muore e la nostra intenzione è quella di vivere.

euronews: Una critica vi accompagna ancora oggi, la risposta al problema delle sicurezza è stata esclusivamente repressiva. Non vi è quindi alcuna vera differenza con il precedente governo.

NVB: La nostra posizione è estremamente chiara. Dobbiamo lottare con fermezza contro l’inciviltà, contro la delinquenza. Ma in parallelo, dobbiamo offrire delle prospettive ai territori più disagiati. Proponiamo una soluzione alternativa al problema sicurezza, come quella avanzata da François Lamy, responsabile alla politica urbana, oggi durante il Consiglio dei ministri. Il suo programma utilizzerà tutte le leve offerte dal diritto pubblico, vale a dire la creazione di posti di lavoro come ho già detto in precedenza, così come la costruzione di nuovi alloggi. Investire in questi settori permetterà di fornire un’alternativa di vita a tante persone per poter vivere in quartieri più tranquilli e al tempo stesso con delle prospettive.