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Akin, spot di scuse ma " Non mi dimetto"

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Akin, spot di scuse ma " Non mi dimetto"

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Todd Akin fa pubblica ammenda in uno spot ma non l’auspicato passo indietro. Il deputato repubblicano del Missouri sostenitore della tesi dello “stupro vero e proprio” ha rifiutato di dimettersi come richiesto dal Partito. È finito nell’occhio del ciclone per le dichiarazioni sull’interruzione di gravidanza anche in caso di violenza sessuale. Akin aveva affermato che se una donna rimane incinta allora non è stata vittima di uno stupro “vero e proprio” e per difendere la sua tesi ha tirato in ballo un non meglio precisato meccanismo biologico che difenderebbe il corpo femminile dalla gravidanza in caso di una vera violenza sessuale.

“Bisogna stare attenti alle parole che si dicono – commenta un elettore del Missouri – le parole hanno un peso e lui ha decisamente passato il segno se ne deve andare, è tempo che qualcun’altro prenda il suo posto”. Ma c‘è chi difende Akin: “Credo che le sue parole siano state travisat, deve restare al suo posto”. Ferma la condanna del vertice del partito che pur sposando la linea antiabortista ha imposto a Akin di sgombrare la scrivania in tempo per far dimenticare al più presto la figuraccia lasciando il posto ad un altro candidato per il seggio senatoriale del Missouri.

Visto il rifiuto di Akin, il partito repubblicano promette di ricorrere alle vie legali e come gesto dimostrativo ha già tagliato i 5 milioni di dollari già previsti per la campagna elettorale.