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Di Mika Yamamoto restano le ultime immagini, girate prima di andare al fronte per quella che sarà la sua ultima missione in Siria.

La giornalista giapponese, morta lunedì ad Aleppo, conosceva la guerra: era già stata in Afghanistan e in Iraq. Va dritta nelle zone calde anche stavolta:

“Abbiamo saputo che c‘è stata un’esplosione e alcune vittime”, commentava Mika Yamamoto davanti alle telecamere della Japan press, “Stiamo andando verso quella zona per coprire la storia”.

Raccontava le storie delle vittime dei conflitti, le donne e i bambini, la vita dei civili tra le bombe e i combattimenti.

Secondo Medecins sans frontieres, questo è il mese peggiore tra i 17 della rivolta già costati la vita a 18 mila persone.

Dopo l’attacco dei ribelli all’entourage di Bashar al-Assad, l’uso di artiglieria pesante e raid aerei si è fatto massiccio e moltiplica i feriti. E sarebbero più di 180 i morti delle ultime ore.

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