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L'omaggio dell'Occidente al defunto premier etiope Zenawi

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L'omaggio dell'Occidente al defunto premier etiope Zenawi

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Torna in patria la salma del premier etiope Meles Zenawi, 57 anni, morto in Belgio per una grave infezione.

Dall’Occidente, il plauso unanime a un leader che si fece portavoce degli interessi africani e lottò per la stabilità del suo paese e della regione:

“Abbiamo indirizzato un messaggio di condoglianze da parte del presidente della Commissione Barroso”, ha dichiarato il portavoce della Commisione europea, Olivier Bailly, “al presidente e al popolo etiope a seguito della morte del Primo ministro, Meles Zenawi, che, come probabilmente saprete, è deceduto la scorsa notte a Bruxelles”.

Da giugno non appariva in pubblico, assente anche il mese scorso al vertice dell’Unione africana ad Addis Abeba.

Ex leader della guerriglia, era al potere dalla caduta di Menghistu nel 1991.

Si era guadagnato l’appoggio dell’Occidente contribuendo alla lotta contro gruppi filo al-Quaeda nella vicina Somalia. E mantenendo il suo paese al di fuori dei movimenti islamisti che nella regione hanno largo spazio, in Somalia come in Eritrea.

Ad Addis Abeba intanto si pensa a una difficile successione:

“Secondo la Costituzione etiope”, afferma il ministro per la comunicazione Bereket Simon, “il vice primo ministro dovrà prestare giuramento davanti al parlamento, che verrà convocato al più presto dal governo”.

Ma se pure ha assicurato al paese una certa crescita economica, Zenawi verrà ricordato anche per una pesante eredità repressiva in termini di diritti umani e libertà di espressione.