ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Sudafrica: un terzo dei minatori al lavoro dopo la strage

Lettura in corso:

Sudafrica: un terzo dei minatori al lavoro dopo la strage

Dimensioni di testo Aa Aa

Più di 250 minatori alla sbarra in Sudafrica dopo le violenze alla miniera di Marikana.

Per una decina di loro è scattata la custodia cautelare.

Innocenti ed eroi per le loro donne, i dipendenti della Lonmin, terza produttrice di platino al mondo, scioperano da una decina di giorni per avere stipendi più alti.

Una protesta degenerata velocemente in scontri prima minatori e poi con le forze dell’ordine.

“Ciò che è successo è che c‘è stato uno sciopero illegale”, ha dichiarato il capo dell’ufficio finanziario della Lonmin, Simon Scott, “i dipendenti hanno scelto di non venire a lavorare e poi tutto è si è trasformato in violenza al di fuori del nostro controllo, che ha reso necessario l’intervento della polizia”.

Giovedì gli agenti aprono il fuoco contro i manifestanti. Bilancio: 34 morti. È stata autodifesa, si giustifica la polizia ora sotto inchiesta.

“Davvero, le loro azioni non sono state corrette”, commenta il residente Isaac Moleele, “Non dovevano uccidere le persone. Avrebbero dovuto almeno usare i gas lacrimogeni”.

Intanto, neppure un terzo dei lavoratori è tornato in miniera, mentre dopo l’incontro con i sindacati slitta di 24 ore l’ultimatum imposto per la ripresa dell’attività dalla multinazionale britannica che, promette, non licenzierà gli scioperanti.