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Pakistan, bimba down arrestata per blasfemia. Un "atto grave" per il presidente Zardari

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Pakistan, bimba down arrestata per blasfemia. Un "atto grave" per il presidente Zardari

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Un “atto grave”: così il presidente pakistano Zardari ha definito l’arresto giovedì scorso in un quartiere povero di Islamabad di una bambina cristiana di undici anni affetta da sindrome di Down e accusata di blasfemia, per aver bruciato pagine del manuale per imparare a leggere il Corano. Il presidente pachistano ha chiesto al Ministero dell’Interno di fare chiarezza su questo grave episodio. La bimba ora rischia la pena di morte, prevista dalla legge pachistana per il reato di blasfemia.

“L’episodo è accaduto la sera – racconta un residente mussulmano – venti minuti prima che si interrompesse il digiuno del Ramadan. Alcuni fedeli stavano entrando nella moschea per pregare quando hanno visto la bambina buttare per terra fogli con scritte sacre e l’hanno denunciata alla polizia.”

“Le famiglie cristiane hanno lasciato volontariamente il quartiere – dice un altro mussulmano. Nessuno li ha minacciati, nessuno.”

Nel quartiere di Islamabad, secondo i media locali, si sono scatenati atti di violenza, oltre 600 famiglie sono state costrette alla fuga. La giovane ha corso il rischio di essere bruciata viva. Immediata la denuncia della Commissione asiatica per i diritti umani su una “una legge spesso strumentalizzata per vendette personali.”