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Berlino dice no ad Atene

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Berlino dice no ad Atene

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Niente sconti. Se Atene chiede più tempo per riassestare i propri bilanci, Berlino mette in chiaro le cose fin dal primo dei tanti vertici di questa settimana. Quello tra il ministro degli esteri Guido Westerwelle e il suo omologo greco Dimitri Avramopoulos.

“Siamo convinti che un sostanziale ammorbidimento delle riforme non sia un’opzione per il governo tedesco, ma è anche necessario attendere il rapporto della troika prima di giudicare. Non sono le voci di corridoio su quello che conterrà, ma il rapporto stesso”.

“Misure di austerità senza stimoli alla crescita e liquidità sui mercati non porterebbero ad un boom economico ma a meno produttività e più disoccupati”.

L’incontro nel giorno in cui il governo greco sta ritoccando il piano da 11 miliardi e mezzo di tagli. E’ una settimana fitta di incontri quella che si apre per il primo ministro Samaras: mercoledì il capo dell’Eurogruppo Juncker, venerdì il cancelliere Angela Merkel e sabato il presidente francese Hollande.

Due gli obiettivi. Da una parte convincere della bontà del piano di austerity in attesa del rapporto della troika previsto per il 3 settembre. Dall’altra, chiedere due anni in più per attuarlo per limitare l’impatto dei tagli sul Paese strozzato dalla recessione.