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Assange: Londra vuole una "soluzione amichevole"

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Assange: Londra vuole una "soluzione amichevole"

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Il Regno Unito vuole una “soluzione amichevole” con l’Ecuador sul caso Assange. E’ quanto dichiarato dal Ministero degli esteri in seguito alle tensioni con il paese sudamericano. L’atmosfera si è scaldata da giovedì, quando Quito ha annunciato di voler garantire l’asilo al patron di Wikileaks.

Euronews ha raggiunto telefonicamente il portavoce di Wikileaks:

“Ovviamente ora si è in una situazione di stallo. Spero davvero che le autorità britanniche cambino posizione e gli concedano un salvacondotto, perché possa lasciare l’ambasciata e andare in Ecuador. Spero che si rendano conto che è la cosa giusta da fare”.

Londra ha dichiarato che non intende concedere ad Assange un’uscita sicura dalla Gran Bretagna. L’australiano è confinato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra da otto settimane. Il presidente Rafael Correa:

“Julian Assange potrebbe restare nella nostra ambasciata per un tempo indefinito. I crimini su cui si sta indagando in Svezia, le presunte violenze sessuali, non sarebbero considerati tali qui. Si tratta di relazioni consensuali, durate vari mesi”.

I documenti top secret pubblicati da Wikileaks hanno messo in imbarazzo in particolare gli Usa. Proprio la posizione di Assange rispetto a Washington avvicina il fondatore di Wikileaks all’Ecuador, tra i paesi latino-americani che più spesso denunciano l’imperialismo statunitense.