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François Hollande e i suoi primi 100 giorni di passione

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François Hollande e i suoi primi 100 giorni di passione

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Sono passati 100 giorni da quel 15 maggio scorso quando François Hollande ha calcato per la prima volta il tappeto rosso dell’Eliseo entrando nella storia come presidente della repubblica francese.

Una cerimonia che il neopresidente ha voluto semplice e discreta, all’insegna della normalità, quella normalità che lo ha portato a partecipare alla sfilata, sotto una pioggia battente, come un qualsiasi cittadino. Un presidente normale per tempi che normali non sono.

100 giorni e i mugugni che cominciano a levarsi all’insegna della presidenza che aveva promesso l’aumento dei sussidi di disoccupazione, maggiori aiuti alla crescita e la soppressione della TVA sociale. Si tratta di un contributo previdenziale aggiuntivo, creato per sostenere i “prodotti francesi”, e la mancata tassazione delle ore di straordinario. Fra le altre promesse: la pensione a 60 anni per alcuni lavoratori. Promesse rese difficili dalla congiuntura economica, ma che non gli hanno risparmiato gli strali dell’opposizione. Il gradimento della popolazione è sceso, è il 54% dei francesi si dice già delusa da Hollande. Fra questi molti elettori di sinistra. Gli scontri di Amiens, nel nord della Francia, il ministro degli interni Manuel Valls fischiato in pubblico, le espulsioni dei rom e la strigliata dell’Unione Europea, senza dimenticare la gestione ondivaga della crisi siriana, sono state frecce all’arco dell’opposizione conservatrice. Così l’ex ministro sarkozista Roger Karouchi: “nessuno dice che un intervento militare sia facile o che lo sia un’azione internazionale ma dov‘è la voce della Francia?”

Eppure la voce della Francia, e le nuove idee della presidenza, sono risuonate forti e chiare. Ma i momenti delle decisioni importanti sono alla porta e questo determinerà l’avvenire di Hollande. Primo fra tutti il voto alla finanziaria europea oltre alla la riforma fiscale promessa. Appena 100 giorni sembrano pochi per stilare giudizi di merito e Hollande ha promesso un cambiamento duraturo.

Le considerazioni di un’analista: “Hollande non si trova certo di fronte a una impopolarità record, ma i francesi sono preoccupati dello stato delle nostre finanze e dei numeri della disoccupazione. Aspettano il momento della verità probabilmente in autunno”. Un bilancio in chiaroscuro per il presidente, certo però di una cosa sola: sarà un autunno molto caldo.