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Tunisi: donne contro la complementarietà tra i sessi prevista dalla nuova Costituzione

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Tunisi: donne contro la complementarietà tra i sessi prevista dalla nuova Costituzione

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“La donna è complementare all’uomo” recita l’articolo 27 della nuova Costituzione approvato da una commissione dell’Assemblea costituente tunisina. E ieri a Tunisi è scoppiata la rivolta, in 6mila hanno preso parte ad un lungo corteo, per dire no ad una legge che mette a rischio l’uguaglianza tra i sessi.

“Il nostro obiettivo – spiega una giovane – è dimostrare che le donne tunisine non sono affatto complementari all’uomo. La donna non è la metà dell’uomo, è uguale a lui. Siamo qui per dimostrare questo, e le donne sono tantissime come potete vedere. Le donne lavorano come gli uomini, hanno un ruolo attivo nella società. Non accetteremo mai di essere considerate complementari.”

Il messaggio è indirizzato agli islamisti al potere, per scongiurare il rischio di un ritorno del paese alla società patriarcale.

“Ho cercato nell’articolo costituzionale che mi è stato sottoposto – ha dichiarato il presidente della repubblica tunisina – la parola che considero necessaria ovvero ‘uguaglianza totale’. Ho trovato nel testo la parola ‘uguaglianza’ ma non la parola ‘totale’. Vorrei che fosse aggiunta per evitate equivoci”.

La protesta di ieri è solo l’ultimo episodio di uno scontro in atto sul ruolo dell’Islam nella Costituzione che è in fase di redazione dal nuovo parlamento.