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Egitto: condanne a morte per estremisti islamici

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Egitto: condanne a morte per estremisti islamici

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Quattordici condanne a morte: è la sentenza emessa da un tribunale egiziano per l’assalto, un anno fa, a una caserma della polizia nel Sinai. Nell’attacco rimasero uccisi un ufficiale, cinque agenti e un civile. Degli accusati solo sei erano presenti in aula, gli altri sono stati processati in contumacia.

Si tratta di membri di Al-Tawhid Wal Jihad, uno dei gruppi estremisti islamici accusati anche di altri episodi, tra i quali gli attentati ad alcune località turistiche del Sinai tra il 2004 e il 2005. Per queste bombe lo stesso tribunale giudicherà 11 persone a fine settembre.

Processi che cadono in una fase di nuova turbolenza nella regione al confine tra Egitto ed Israele: il 5 agosto sedici guardie di frontiera sono rimaste uccise e l’esercito ha inviato ingenti rinforzi in una regione che, in base agli accordi di Camp David, dovrebbe essere de-militarizzata.

Le modalità della caccia ai militanti hanno acuito il dissenso tra il presidente Mohamed Morsi e l’ormai ex capo dell’esercito, il Maresciallo Hussein Tantawi, che ha ricevuto la più alta onorificenza egiziana pochi giorni dopo essere stato bruscamente mandato in pensione.