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Scandalo Vatileaks: indagato anche un informatico della Santa Sede

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Scandalo Vatileaks: indagato anche un informatico della Santa Sede

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A San Pietro la caccia ai “corvi” è solo all’inizio, mentre spunta un altro nome nell’inchiesta Vatileaks.

Accanto al maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, che andrà a processo per furto aggravato di documenti riservati dall’appartamento di Benedetto XVI, la magistratura vaticana ha rinviato a giudizio per favoreggiamento un informatico della Segreteria di Stato, Claudio Sciarpelletti.

Il processo non si terrà prima del 20 settembre.

In teoria Gabriele rischia fino a sei anni di detenzione ma, spiega Maurizio Bellacosa, docente di diritto penale alla Luiss, “essendo incensurato beneficerà delle attenuanti e avrà una pena inferiore. La legge vaticana prevede inoltre che in qualsiasi fase del procedimento il Papa possa concedere la grazia”.

La Santa Sede sembra non credere al movente economico, anche se al maggiordomo sono stati sequestrati un assegno da 100mila euro intestato al Papa, una pepita d’oro e una edizione del Cinquecento dell’Eneide.

Rischia poco invece l’informatico che, secondo il Vaticano, ha avuto un ruolo marginale nella vicenda. Ma l’inchiesta su eventuali complici non è considerata chiusa.