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Norvegia, inchiesta: le stragi di Oslo e Utoya si potevano evitare

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Norvegia, inchiesta: le stragi di Oslo e Utoya si potevano evitare

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Un fascicolo di 482 pagine che inchioda la polizia norvegese alle sue responsabilità. Perché Anders Behring Breivik, che il 22 luglio del 2011 uccise 77 persone e ne ferì altre 240 in due stragi a distanza di poche ore, poteva essere bloccato per tempo.

A realizzarla una commissione indipendente incaricata dal governo, che ha messo in luce una serie di lacune nel sistema di sicurezza.

“Mi prendo la responsabilità di queste critiche in quanto capo della polizia”, ha dichiarato
Øystein Mæland, “Nella relazione della commissione ci sono anche una serie di raccomandazioni che chiedono ampi miglioramenti nella preparazione della polizia, per contribuire ad avere una maggiore sicurezza in futuro”.

Il 24 agosto la Corte dirà se Breivik dovrà andare in carcere o in un manicomio criminale

Nella relazione si legge che il killer non avrebbe potuto parcheggiare un mezzo carico di espolosivo nei pressi della sede del governo a Oslo, se fosse stata rispettata la misura di sicurezza di chiusura al traffico dell’area.

Non avrebbe poi potuto dirigersi verso Utoya per fare strage di giovani, se si fosse dato credito all’identikit fornito da un testimone, se si fosse proclamato lo stato di allerta nazionale, se la polizia non avesse raggiunto su mezzi di fortuna l’isola, a 600 metri dalla costa, in 35 “inaccettabili” minuti.