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Espulsioni rom: l'Unione europea "controlla" la Francia

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Espulsioni rom: l'Unione europea "controlla" la Francia

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Due anni dopo, e con un Presidente nuovo e di diverso colore politico, l’espulsione dei rom torna a fare discutere in Francia. Così come nel 2010 – all’epoca fu la commissaria alla Giustizia Viviane Reding ad alzare la voce con Sarkozy – l’Unione europea fa sapere di stare monitorando le mosse di Parigi, per avere la certezza che le regole dei Ventisette siano rispettate.

Nei giorni scorsi, le autorità francesi hanno ordinato lo sgombero di diversi campi in alcune città, come Parigi, Lilla, Lione, suscitando la preoccupazione di numerose ong, che non hanno tardato a ricordare le promesse elettorali dell’attuale presidente socialista François Hollande di soluzioni e alloggi alternativi per ogni campo distrutto.

Il governo – che addita motivi sanitari e di sicurezza – promette ora di eliminare le misure transitorie che limitano l’accesso all’impiego ai rom. Si stima che in Francia ve ne siano tra i 15.000 e i 20.000, in prevalenza da Bulgaria e Romania, Paesi dell’Unione, ma fuori da Schengen.

Bruxelles chiede ulteriori chiarimenti. Ma per molti, in fondo non è cambiato poi così tanto rispetto al pugno di ferro di Sarkozy, all’epoca accusato di volere sedurre l’elettorato di estrema-destra per la riconferma – mancata – all’Eliseo.