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Estradizione a livello europeo, regole e tempi

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Estradizione a livello europeo, regole e tempi

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Ringraziamo il ISEG

Domanda di Manon, Les Sables d’Olonne, Francia:“Perché l’estradizione tra Paesi europei non è automatica?”

Risponde Henry Labayle, Professore di Diritto dell’Università di Pau, Francia:“Si tratta di qualcosa di semplice e allo stesso tempo complesso. E’ una questione semplice dal punto di vista politico: perché si possa mandare qualcuno in prigione da un Paese all’altro, bisogna prima avere fiducia nell’altro Paese coinvolto. Durante gli anni Ottanta, negli anni della lotta al terrorismo ad esempio, la Francia ha estradato terroristi dell’ETA verso la Spagna, ma ci sono voluti trent’anni per farlo. Si tratta di un problema complesso, invece, perché per poter estradare qualcuno verso un altro Paese si deve essere sicuri che le persone abbiano davvero commesso il reato di cui sono accusate e che questo sia percepito e punito piu o meno nello stesso modo nei due Paesi. E’ quello che si chiama: il principio della ‘doppia incriminazione’. E in un sistema come l’Unione europea dove esistono ventisette sistemi giuridici diversi, beh, c‘è la possibilità di avere ventisette piccole differenze. E’ per questa ragione che per molto tempo l’estradizione è stata regolata dai Trattati internazionali. Oggi le cose sono diverse. Da meno di 12 anni abbiamo adottato quello che viene chiamato il mandato d’arresto europeo, che rende automatica la consegna di un detenuto verso un altro Paese. E’ ciò che è accaduto ad esempio tra Regno Unito e Svezia nel caso Assange”.

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