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Crisi nel Sinai: riaperto il valico di Rafah


Egitto

Crisi nel Sinai: riaperto il valico di Rafah

L’esercito egiziano riapre il valico di Rafah e fa sapere di avere arrestato sei terroristi nel Sinai, nell’ambito dell’operazione lanciata in seguito all’uccisione di sedici guardie di frontiera.

In accordo con Israele – dove domenica gli attentatori hanno cercato di sconfinare nel corso dell’attacco -, il Cairo continua ad ammassare truppe intorno ad El Arish, capoluogo del Sinai del Nord.

Lo scopo – oltre a chiudere i tunnel utilizzati per il contrabbando di armi con la Striscia di Gaza – è quello di ripristinare la sicurezza nella zona – demilitarizzata in base agli accordi di pace del 1979, ma sfuggita ancora di più al controllo dopo la rivoluzione che ha cacciato Hosni Mubarak.

Intanto il valico di Rafah – chiuso in seguito all’attentato di domenica – è stato riaperto per chi deve tornare a Gaza. “Speriamo che il governo riapra completamente le frontiere – dice una donna -, perché ci sono bambini e famiglie che hanno bisogno di tornare, e perché non possiamo essere puniti per i crimini commessi da un piccolo gruppo di terroristi”.

La riapertura del valico è limitata dalle 9 alle 15 ora locale, fino alla fine del mese del Ramadan. Permetterà a centinaia di residenti di Gaza di tornare nella Striscia, ma a nessuno sarà concesso di raggiungere l’Egitto da Gaza.

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