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Nagasaki ricorda la bomba e chiede la fine del nucleare

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Nagasaki ricorda la bomba e chiede la fine del nucleare

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Il Giappone, ancora in piena crisi nucleare, commemora i 74 mila morti di Nagasaki, colpita dalla bomba atomica nel ’45, tre giorni dopo Hiroshima, dove le vittime furono il doppio.

Alla presenza del primo ministro e dei rappresentanti di 71 paesi, la città ne onora la memoria con un minuto di silenzio.

La cerimonia si è svolta vicino al punto dove gli Stati Uniti sganciarono la bomba, pochi giorni prima della resa nipponica.

“Per fare in modo che Nagasaki sia l’ultima città a essere attaccata da un’arma nucleare”, auspica il sindaco Tomihisa Taue, “l’uso di armi atomiche e il loro sviluppo deve essere chiaramente proibito”.

Da questa città che l’atomica ha marchiato a fuoco, l’invito al governo a “stabilire nuovi obiettivi della politica energetica per costruire una società libera dalla paura della radioattività”.

Perché il pensiero, adesso, è fisso al dramma di Fukushima, provocato dal sisma/tsunami dell’11 marzo 2011.