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200 metri: Bolt passeggia in batteria. Fra le donne, in finale, la regina è la statunitense Allyson Felix.

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200 metri: Bolt passeggia in batteria. Fra le donne, in finale, la regina è la statunitense Allyson Felix.

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È stata l’atletica a farla da padrona questo mercoledì notte a Londra. Molte le gare spettacolari, come i 200 metri femminili. Gara agrodolce per i cultori della disciplina. Da un lato c‘è stata la bella affermazione della statunitense Alyson Felix medaglia d’oro di fronte alla giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce e all’altra statunitense Carmelita Jeter, bronzo. Ha fatto un po’ male però, vedere Sanya Richards-Ross fuori dal podio. Delusione anche per la giamaicana Campbell-Brown, quarta con il tempo di 22“38.
 

Molte le finali in questa notte magica, ma è impossibile non dire qualcosa sulle eliminatorie dei 200 metri maschili. Dove i due turbogiamaicani, Bolt e Blake vanno come treni. I gemelli del fulmine vanno in testa all’inizio del retilineo e come sempre rallentano nei pressi del traguardo. Stavolta però, Blake ha rischiato un po’ troppo, chiudendo la sua batteria di semifinale in 20“01, un centesimo meno di Spearmon e due centesimi meglio del francese Lemaitre, primo tra i ripescati. Bolt ha invece vinto in scioltezza in 20“18. Ha ancora una volta dimostrato di poter battere in finale il record del mondo, che ne abbia voglia è tutta un’altra storia. La terza semifinale è stata vinta dall’olandese Martina con 20“17 davanti a Weir, terzo giamaicano in finale, con 20“28.
 
Tornando alle finali, finisce primo Aries Merritt e secondo Jason Richardson, gli Stati Uniti tornano dunque a vincere i 110m ostacoli dopo sedici anni senza l’oro. Il tempo di Merritt è di soli cinque centesimi superiore rispetto al record del mondo, 12“92 per Merritt che non ha avuto problemi a imporsi davanti a Richardson con 13“04 e al giamaicano Parchment con 13“12.
 
Pronostico rispettato, invece, nel salto in lungo femminile. Vince la favorita.  Grazie ad un salto di 7.12m è stata la statunitense Brittney Reese si laurea campionessa olimpica. La russa Elena Sokolova (7.07) va oltre il muro dei 7m, ma deve ugalmente accontentarsi dell’argento. La battaglia per il bronzo si risolve per un solo centimetro, 6.89 contro 6.88, in favore di Janay DeLoach, una ragazza di appena 1,65 centimetri che riesce però a competere con le grandissime della specialità.
 
E se la Cina continua a stupire in specialità e discipline un tempo appannagio degli statunitensi, non fa che confermare un imbarazzante strapotere in sport in cui ha una grande tradizione come il ping pong. La Cina ha vinto anche la medaglia d’oro nel torneo squadre battendo in finale, per 3-0, la Corea del Sud. Pechino ha conquistato l’oro in tutte e quattro le prove olimpiche ha quindi confermato il grande slam come a Pechino quattro anni fa. La medaglia di bronzo è andata alla Germania che ha battuto 3-1 Hong Kong
 
Îl metallo pregiato nella lotta libera femminile categoria 63kg è andato alla giapponese Icho che ha battuto ai punti la cinese Jing in due soli round. Le due medaglie di bronzo sono andate alla russa Volosova e alla mongola Soronzonbold.
 
La finale del torneo di beach volley femminile era una questione tutta statunitense. Ha vinto il duo formato da Misty May-Treanor e Kerri Walsh Jennings per 2-0 senza grandi difficoltà e dopo aver dominato l’incontro. Il punteggio dei set, entrambi chiusi 21-16 è chiarissimo. A Ross e Kessy, le avversarie sconfitte, solo la medaglia d’argento.
 
Buone notizie anche in casa scudocrociata: seconda medaglia d’oro per la Svizzera. Steve Guerdat, in sella a Nino des Buissonnets, ha vinto l’individuale nella disciplina del salto ostacoli di equitazione. Il giurassiano è stato l’unico a finire il ercorso senza penalità.Medaglia d’argento all’olandese Gerco Schroder su London, già vincitore della stessa medaglia nella gara a squadre. Bronzo per l’irlandese Cian O’Connor in sella a Blue Loyd 12. E’ stato necessario disputare un barrage per l’assegnazione delle ultime due medaglie.