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Podisti kenioti mai così male nell'atletica,l'Italia si consola con Josefa Idem

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Podisti kenioti mai così male nell'atletica,l'Italia si consola con Josefa Idem

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Come un pugile suonato. Così si sentiva l’Italia sportiva questo martedì. Ancora frastornata dalla scoperta del doping di Alex Schwatzer, quasi certa medaglia nella maratona, risultato positivo all’Epo. Fortuna che lo sport azzurro offre anche eroi positivi. Come l’eterna Josefa Idem. Decima finale in otto Olimpiadi disputate. Josefa Idem a 48 anni si qualifica per la gara che assegna le medaglie della canoa K1 500 chiudendo con il settimo tempo complessivo di 1’52’‘232 (con cui aveva vinto la sua semifinale). E l’Italia tira un sospiro di sollievo per questo esempio di longevità sportiva. E pulita.
 
In ordine sparso la giornata di martedì ha offerto risultati che resteranno nella storia. Soprattutto nell’atletica. Esaltante la performance dell’australiana Sally Pearson che ha vinto la finale dei 100 ostacoli correndo in 12’‘35. È stata una corsa fantastica e un risultato a cui la stessa Pearson ha faticato a credere. Sotto una fastidiosa pioggerellina, l’australiana ha messo in fila il trio di americane che cercava il podio tutto stelle e strisce e porta a casa anche il record olimpico. I pochi secondi serviti ai giudici per stabilire la vincitrice al fotofinish sono sembrati durare un’eternità, ma alla fine la Pearson è esplosa in un urlo liberatorio. Il risultato è stato accolto da un sorriso della seconda, l’americana Dawn Harper convinta davvero di aver vinto per qualche centimetro. Terza l’altra statunitense Kellie Wells.
 
Pioggia, stavolta di medaglie, nel salto in alto maschile. Letteralmente. Ben tre quelle di bronzo per altrettanti ex aequo.  A vincere il russo Ivan Ukhov con la misura di 2.38. Argento all’americano Erik Kynard (2.33), bronzo a pari merito, a quota 2.29, per tre atleti: il britannico Robert Grabarz, il canadese Derek Drouin ed il rappresentante del Qatar Mutaz Essa Barshim.
 
Molte sorprese, ma anche qualche conferma, come quella della corazzata iraniana nella lotta greco-romana. Tre le medaglie d’oro, l’ultima, nella classe massima, quella 96 chili.
 
L’oro è stato vinto ai punti dall’iraniano Rezaei. Medaglia d’argento al russo Totrov, bronzo sia all’armeno Aleksanyan che allo svedese Lidberg. Gli iraniani si diceva, si confermano superpotenza di questo sport dopo l’oro di Noroozi nella categoria
-60 e quello di Rehianpour in quella -55 chili.
 
E un grande risultato l’Iran lo ha raggiunto anche nel sollevamento pesi. Behdad Salimikordasiabi è riuscito a sollevare 455kg (208 nella prova a strappo e 247 nello slancio) e si è aggiudicato la medaglia d’oro. Il suo connazionale Sajjad Anoushiravani Hamlabad ha vinto l’argento con 449kg (204+245) precedendo, per appena un chilo, il russo Albegov (208+240).
 

Sorpresa anche nella finale dei 1500m, il Kenya non sale sul podio nonostante in pista ci fossero le tre punte di diamante dello squadrone degli altipiani. Addirittura il fortissimo Kiprop, favorito della vigilia, ha chiuso malinconicamente ultimo. La medaglia d’oro è stata vinta dall’algerino Makhloufi grazie a una incredibile volata lunga di trecento metri. Da incorniciare anche la prestazione dell’americano Manzano che rimonta cinque posizioni nel rettilineo finale e si guadagna l’argento. Medaglia di bronzo per il marocchino Iguider che ha battuto al fotofinish per soli due centesimi lo statunitense Centrowitz.
 
Nella pallamano femminile la finale sarà Spagna-Stati Uniti. Questo il verdetto delle due semifinali. Gli USA, dopo aver battuto il setterosa ai quarti, ha vinto 11-9 contro l’Australia nei tempi supplementari. La Spagna ha invece avuto la meglio sull’Ungheria per 10-9 dopo essere sempre stata in vantaggio. La finale è in programma giovedì alle 21.
 
Previsione abbastanza facile infine per chi vincerà la medaglia d’oro di beach volley: gli Stati Uniti.
Oro e argento nel torneo femminile di beach volley sono infatti già assegnati. La vittoria della coppia americana Ross-Kessy in semifinale contro le brasiliane Juliana e Larissa ha decretato una finale tutta statunitense.