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Guerra in Georgia: dopo 4 anni tanti dubbi e nessuna svolta

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Guerra in Georgia: dopo 4 anni tanti dubbi e nessuna svolta

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Dmitry Medvedev viene accolto come un eroe a Tskhinvali capitale dell’Ossezia del Sud. Nell’agosto del 2008, l’allora presidente russo, oggi primo ministro, inviò l’esercito in difesa della regione separatista in guerra con la Georgia.

Quest’anniversario, però, riflette un bilancio in chiaro-scurso di quella guerra-lampo di agosto: il quadro regionale è rimasto invariato, perchè l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia restano indipendenti come negli ultimi vent’anni, ma sempre più bisognose degli aiuti russi, mentre a Mosca sono sempre meno convinti che la regione debba essere indipendente e cresce il partito dei favorevoli all’annessione.

Se si guarda dall’altra parte del confine, in Georgia, è evidente che quella guerra ha creato tensioni tra Mosca e Tblisi mai realmente ricomposte.

La parte georgiana ancora fa i conti con le perdite di quello scontro: oltre 3000 morti e 2000 feriti. Cifre in costante aggiornamento ancora oggi, a mano a mano che vengono ritrovati e riconosciuti i corpi dei soldati dispersi.

Una guerra lampo ma con tante ombre, come dimostra l’ultima rivelazione di Vladimir Putin: esisteva un piano di reazione anti-georgiano già dal 2007, ma i militari lo ritennero inutile.