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Siria: Jalili "Damasco perno della resistenza anti-Israele"

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Siria: Jalili "Damasco perno della resistenza anti-Israele"

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L’Iran lancia un’offensiva diplomatica per salvare gli oltre 40 pellegrini finiti nelle mani dei ribelli siriani.

Saeed Jalili, braccio destro dell’ayatollah Ali Khamenei, è arrivato a Damasco per incontrare Bashar al Assad. La Tv di Stato mostra brevi fotogrammi del vertice al palazzo presidenziale che sovrasta la capitale. Era dall’attentato che provocò la morte di tre gerarchi del regime che il presidente siriano non appariva in pubblico.

“Siamo determinati a ripulire il Paese dai terroristi”, insiste Assad, mentre Jalil – al suo arrivo a Damasco – rinnova il sostegno della Repubblica islamica al regime: “L’Iran non permetteà in alcun modo che l’asse della resistenza anti-israeliano venga rotto. E la Siria è un perno essenziale di questo asse – ha detto il segretario del Consiglio supremo della sicurezza nazionale iraniana – Nella regione è in corso un complotto che costringe alla sofferenza il popolo siriano. Per questo motivo, dobbiamo fare tutto il possibile porre fine alle sofferenze”.

Prima di tutto, però, Theran vuole liberare gli ostaggi da tre giorni nelle mani degli insorti. Tre di loro avrebbero perso la vita durante i bombardamenti e i ribelli minacciano di ucciderne altri, se Assad non fermerà la repressione.