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Italia: dalla gioia dell'oro alla vergogna del doping

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Italia: dalla gioia dell'oro alla vergogna del doping

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È stato un inizio settimana davvero agrodolce questo, per la squadra italiana. Prima la gioia dell’oro di Nicco Campriani. Il 24enne fiorentino è nella storia. Vittoria nella specialità carabina 50 metri uomini 3 posizioni. L’atleta delle Fiamme gialle, in testa sin dalla mattina, ha chiuso la gara in prima posizione con il punteggio di 1278.5, record olimpico. Dietro l’atleta fiorentino, già argento nella carabina 10 metri in queste olimpiadi, il sudcoreano Jonghyun Kim, 1272.5. Bronzo per lo statunitense Matthew Emmons, 1271.3. L’ennesima conferma che le soddisfazioi in casa Italia stanno arrivando dagli sport minori, soprattutto dopo il fallimento della spedizione olimpica dei nuotatori. Arriva l’argento di Massimo Fabrizi nel tiro a volo specialità trap, e di Matteo Morandi, che è salito sul gradino più basso del podio nella gara degli anelli.  Morandi è giunto terzo con il punteggio di 15.733. L’azzurro è stato preceduto dal brasiliano Arthur Nabarrete Zanetti, campione con 15.900, e dal cinese Yibing Chen che ha totalizzato 15.800 punti arrivando in seconda posizione precedendo di pochi centesimi di punto il ginnasta lombardo. Morandi ha disputato un’ottimo esercizio ma due piccole imprecisioni gli sono state fatali. Una bella giornata rovinata dalla doccia fredda della marcia. Alex Schwatzer campione alsoatesino, medaglia d’oro in carica nlla 50 km è risultato positivo all’Epo. Per lui fine dei giochi e carriera finita.

l’olimpionico della marcia Alex Schwazer. La positività risale a un controllo antidoping del 30 luglio scorso. La notizia è rimbalzata a Londra tramite un comunicato pubblicato sul sito del Coni nel tardo pomeriggio italiano. Ci saranno le controanalisi, ma Schwatzer ha ammesso la colpa e quindi non ci sono più speranze.
 
Dallo sport parlato a quello praticato è stata ancora l’atletica a farla da padrona in questa decima giornata dei Giochi. Prima delle medaglie allo stadio però, va ricordata l’impresa dell’ucraino Oleksiy Torokhtiy che strapazza tutti nel sollevamento pesi categoria 105 kg. Per lui la medaglia del metallo più prezioso arriva con un finale da 412 kg. Argento all’iraniano Navab Nasirshelal che ha sollevato un totale di 411kg, bronzo al polacco Bartolomiej Bonk a 410 kg.
 

Le imprese eccezionali però, si sono avute soprattutto nell’atletica. Con la vittoria ad esempio, a 35 anni, di Felix Sanchez. Il doemnicano s’impone nei 400 ostacoli e corona così una grande carriera. Argento allo statunitense Tinsley a 47.91, bronzo a Javier Culson a 48.10. Lo sguardo ebete degli avversari sulla linea di arrivo la dice lunga su quanto fosse inattesa la vittoria di Sanchez. Delusione per il campione di Pechino e già oro a Sidney, Angelo Taylor, 5° a 48.25.
 
Nadzeya Ostapchuk è la campionessa olimpica di getto del peso. La bielorussa vince con un lancio di 21.36 al terzo tentativo. Le avversarie hanno tentato di superare la sua distanza, ma nessuna andare oltre i 21 metri. Argento alla neozelandese Valerie Adams a 20.70, bronzo alla russa Eugeniia Kolodko a 20.28.
 
Nella lotta libera oro al russo Khugaev sull’egiziano Ebrahim che protesta nel finale per una decisione nell’assegnazione del punto finale. La giuria comunque conferma, e per l’egiziano è la medaglia d’argento.
 
Tornando all’atletica, il rappresentante di Grenada, Kirani James, ha conquistato la medaglia d’oro nei 400 metri piani con il tempo di 43’‘94. Argento al dominicano Luguelin Santos (44’‘46) e bronzo all’atleta di Trinidad Lalonde Gordon (44’‘52).


 
È stata la gara del salto con l’asta a dispensare a piene mani emozioni e buone vibrazioni. La sorpresa inizia con la vittoria della statunitense Jennyfer Suhr che s’impone davanti alla cubana Yarisley Silva. Terza classificata la campionissima russa Jelena Isinbajeva che si riscopre umana. Ma uno dei momenti più toccanti della vittoria della lunghissima americana è stato l’abbraccio alla cubana sconfitta. Un gesto che non mancherà di far discutere in patria visto l’embargo praticato da 50 anni dagli Stati Uniti  verso l’Avana. Ma lo sport, a volte, può prendersi libertà vietate alla politica.