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Egitto: Morsi visita la zona dell'attacco e promette il pugno di ferro


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Egitto: Morsi visita la zona dell'attacco e promette il pugno di ferro

Il presidente egiziano Mohamed Morsi visita il posto di polizia lungo il confine del Sinai dove sono state uccise 16 guardie di frontiera e promette il pugno di ferro. In Israele ed Egitto la tensione resta alta dopo che domenica un commando si è impossessato di due blindati dell’esercito egiziano ed è sconfinato in Israele, per poi essere neutralizzato dalle forze dello Stato ebraico, che hanno ucciso una decina di militanti.

Il premier Benyamin Netanyahu si è recato sul luogo dell’incursione con il ministro della Difesa Ehud Barak. Lo Stato di Israele può fare affidamento solo su se stesso – ha detto Netanyahu.

In seguito all’attacco – secondo l’intelligence del Cairo opera di jihadisti provenienti da Gaza, secondo i Fratelli Musulmani imputabile forse al Mossad – le autorità egiziane hanno deciso di chiudere il valico di frontiera di Rafah con la Striscia.

L’Egitto sta inoltre rafforzando la presenza militare nella zona, come tutto il Sinai demilitarizzata in seguito agli accordi di pace di Camp David del 1979 tra Israele e Egitto. Per il neo-presidente Morsi – entrato in carica alla fine di giugno – si tratta della prima vera sfida da capo di Stato.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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