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L’attacco al posto di frontiera del Sinai non rimarrà impunito. Parola del Presidente egiziano Mohamed Morsi il quale, dopo l’attentato costato la vita a 16 agenti di polizia egiziani, ha incontrato il capo del Consiglio Militare Tantawi e decretato lo stato di emergenza nella zona del valico di Rafah, ora chiuso a tempo indeterminato.

In serata un commando si è impossessato di due blindati dell’esercito egiziano e attaccato il posto di frontiera di Kerem Shalom, poco a Sud della Striscia di Gaza: 16 le vittime. Uno dei mezzi militari ha sconfinato con Israele che ha messo in azione i suoi caccia, colpito l’autoblindo e dichiarato di aver ucciso 3 militanti.

Nell’attentato, secondo fonti egiziane messo a punto da un gruppo jihadista, non sono rimasti coinvolti cittadini israeliani. La regione di frontiera del Sinai è tornata ad essere uno dei punti di maggior preoccupazione per lo Stato Ebraico dopo la fine del regime di Mubarak e la caduta dell’Egitto in un periodo di incertezza istituzionale.

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